No, non intendo dire che ho un lavoro dipendente (cosa peraltro vera), intendevo proprio dire che ho delle dipendenze, un abuso di sostanze virtuali.

Già, non bastavano l’alcool, il tabacco e le serie tv ad indurci in tentazione adesso si sono messi anche i social e gli smartphone. Giusto, non è storia recente, sono una decina d’anni che queste cose ci sono, ma è storia recente che io non ne possa più!

Mi sveglio la mattina ed ancora prima di tirarmi fuori dalle coperte ho già scansionato tutti i miei account social, per sicurezza più volte, sia mai che mi fossi perso qualcosa di fondamentale nella notte. Guardo anche le previsioni del tempo per capire se fuori fa freddo, se piove o se ci sono trenta gradi ed il sole a picco. Sì, lo ammetto, guardo il telefono per decidere come vestirmi invece di guardare fuori dalla finestra e vedere se è inverno o se è arrivata l’estate.

La giornata prosegue così, un’occhiata alla mail, una a wup una ad instagram ed una a fb. Facendolo ogni 5 minuti i contenuti non cambiano e forse proprio per questo lo rifaccio dopo pochi minuti sperando ci sia qualcosa di nuovo pubblicato dai miei contatti, dai miei amici o dalle persone che semplicemente mi piace spiare. Nuova occhiata, niente di nuovo, magari faccio una piroetta e ricontrollo, non è possibile che non ci sia niente. Le storie poi mi tirano scemo, non le capisco, viene “raccontato” di tutto grazie alle storie che restano online per poche ore, in realtà non viene raccontato nulla ed è questo che mi infogna, guardo sperando che prima o poi ci sia qualcosa di interessante.

E’ così tutto il giorno, tutti i giorni, questa cosa si è insinuata dentro di me senza che io me ne sia resto conto. Allora smetti, chi te lo fa fare? Eh, ma poi mi perdo qualcosa, resto escluso dal mondo, non so più cosa succede intorno a me. Ecco, è proprio questo il problema, è facendo così che non mi rendo più contro di cosa stia succedendo intorno a me nel mondo reale. Sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo o a crucciarmi di essermi perso qualche evento perché mi sono distratto per qualche momento dai social. E poi quanti minuti, ore, giorni interi persi in questo mondo virtuale.

Un aneddoto che racconto spesso è di quando ero riuscito a smettere di fumare, per circa tre anni. I fumatori mi chiedono com’è stato e la cosa che più mi è rimasta impressa sono i tanti 5 minuti di tempo per me che ho ritrovato non dovendo dedicarmi alla sigaretta. Tanti piccoli 5 minuti in cui ho potuto ricominciare a guardarmi intorno, a sentire i profumi, a parlare con qualcuno senza essere distratto dalla sigaretta, dal suo occuparmi tempo prezioso. Poi purtroppo ho ricominciato ma questo mi è rimasto impresso.

Forse è giunto il momento di mettersi in proprio e smettere di essere dipendente.