Capisco poco la società in cui viviamo ed il mondo gli umani si sono creati intorno. Non parlo di rapporti personali, piuttosto mi chiedo perché dobbiamo lavorare facendo dieci ore al giorno cose in cui fondamentalmente non crediamo. La nostra continua spinta ad avere di più che deriva dal consumismo, lavorare per far aumentare il fatturato delle grosse aziende, essere sempre più efficienti, di più, sempre di più. Questa non è una cosa che facciamo per noi ma è una cosa che ci viene inculcata dalla nostra società fin da quando siamo piccoli ed iniziamo a farne parte. Certo, anch’io faccio parte di questa macchina produttiva e contribuisco a farla girare sempre più veloce mettendo una goccia d’olio su ogni singolo ingranaggio, ma ogni giorno che passa capisco che non lo faccio perché ci credo ma perché “bisogna fare così, il mondo è questo”.

Allora mi fermo a pensare e scopro che le cose che mi piacciono sono altre, chiamiamole passioni, hobby o semplicemente cose che mi fanno stare bene e vedo che ciclicamente nella mia vita ritornano e sono sempre le stesse. Mi viene da pensare che il vero me sia quello e che le mia passioni vogliano solamente farmi capire qualcosa. Un po’ come fossero pezzi di puzzle che devono arrivare a completare un quadretto e che tutte le mie ansie e paure di non farcela derivino proprio da quel non riuscire a completare il quadretto che mi è stato assegnato.

Nel mio piccolo sono utopistico vorrei passare la maggior parte della mia vita facendo cose per cui provo sincero interesse e che mi facciano stare bene con me stesso, fosse anche che le mie passioni siano “dormire sugli alberi” e “andare in bicicletta in retromarcia”.

E voi, non riflettete mai su queste cose?