Solita configurazione serale, io sul divano, la tv di fronte a me ed il mio piccolo Mac sulle gambe. Avessi un cane o una fidanzata sarebbe diverso ma per ora questa è la mia normalità.

Guardo il TG (su La7, sopporto solo quello) e poi un programma di approfondimento politico (ma non solo) che conduce Lilli Gruber. Praticamente tutte le sere, sperando che la campagna elettorale finisca presto e che la possibilità di sentire qualcuno raccontare cose interessanti torni al più presto.

Giro un po’ tra i canali e mi cade l’occhio su un programma che non avevo mai visto “Master Pasticcere di Francia”! Spengo la tv, non ce la faccio, devo riflettere. Master Pasticcere di Francia?!?!

Di tv ne guardo troppa e di reality anche ma forse sarebbe il caso di darci un taglio. Ma i reality poi, cosa sono? Mi faccio domande a stomaco vuoto.

La tv delle persone come noi, la possibilità che anche noi potremmo essere uno di loro, la rivincita di Calimero, un palco dove farsi conoscere (ma qui ho già dei dubbi che siano persone “come noi”). Puro e semplice intrattenimento televisivo, anche se quando Siri parla di Intrattenimento parla di arte messa a disposizione della massa:

L’intrattenimento è un’azione o un evento che ha come scopo quello di catturare l’interesse di uno spettatore o di un pubblico, oppure, in senso più ampio, qualunque attività capace di suscitare gioia o divertimento in chi la pratica. Benché l’interesse di una persona a una determinata attività possa variare a seconda dei gusti personali, molte forme di intrattenimento possiedono una lunga storia e sono ormai universalmente riconosciute. L’arte della narrazione, la musica, il teatro, la danza e altri tipi di rappresentazioni artistiche che in passato erano a sola discrezione di una ristretta categoria di persone, come facoltosi e nobili, nel tempo si sono evolute fino a diventare eventi convenzionali fruibili dalla massa nelle diverse culture.

Per quale motivo io dovrei provare interesse per gente normale che fa finta di cucinare o preparare dolci? Insegnatemi a cucinare, fatemi assaggiare qualcosa, raccontatemi storie che possano sfamare la mia fame di sapere. Intrattenimento professionista vorrei, i dilettanti funzionavano alla Corrida e guarda caso li si guardava per ridere un po’ alle loro spalle.

No, si prendono dieci persone, gli si danno dei compiti che ancora non riusciamo a capire come facciano a portare a termine (ma veramente uno che non ha mai cucinato se non per gli amici può preparare 150 coperti da un giorno all’altro?) e non impariamo assolutamente nulla di cucina perché va tutto troppo in fretta. Non impariamo neanche a giudicare, manco il televoto ci danno. Certo, non potendo assaggiare, come sarebbe possibile. Dobbiamo stare al giudizio dei guru della cucina (prendo la cucina come esempio ma ci solo reality per tutto e per tutti i gusti) e noi pendiamo dalle loro labbra. Ma perché? I partecipanti poi, perché hanno così tanta voglia di farsi giudicare e prendere sonori “ceffoni” in pubblico? Saranno mica masochisti.

No, penso solo che ai produttori questo faccia comodo perché le persone costano meno dei personaggi (anzi, fanno a botte per andarci) e così possono sfornare programmi nuovi in continuazione. A noi invece fa sempre più piacere farci i fatti degli altri “normali” come noi.

Vado a buttare la pasta…