Settimana difficile, intensa per troppi motivi diversi, alcuni piacevoli altri decisamente meno e che avrei preferito evitare. La nostra vita è costellata di buche più o meno profonde sul percorso che facciamo, tipo Roma, forse è piacevole viverla anche per questo. Fosse tutto facile saremmo colpiti da una noia profonda e ci metteremmo a scavare buche apposta per movimentarla. Sì, anche i pigri lo farebbero.

Stasera incontro con la psicologa, ogni due settimane per un’ora chiacchiere libere senza paletti. C’è chi si è fatto sette anni in Tibet, io mi sto facendo sette anni in terapia. Un viaggio il meno lontano di tutti i viaggi, un viaggio dentro di me. Niente di grave, penso troppo. Decisamente troppo. Il criceto che ho in testa non si ferma mai un attimo, è iperattivo. Si prendesse una vacanza almeno lui!

Pensieri gioiosi, unicorni rosa che corrono tra le nuvole o barzellette quelli mai. Più che altro pessimismo e negatività, cerco di continuo il pelo nell’uovo e di solito lo trovo. Trovato uno cambio uovo e ricomincio da capo. A questo gioco vinco sempre.

Il rimugino svanisce con l’azione o con le droghe, questa frase di stasera me la ricordo. La seconda opzione non è mai stata presa in considerazione, mai neanche passato per la testa (il tabacco non conta) e sulla prima ci stiamo lavorando, da anni appunto. Sono piuttosto lento.

Eppure, non è così in tutto. Ci sono aspetti della mia vita (che in realtà non riesco a vedere) che funzionano e funzionano anche veloci. Io penso siano dovuti solo a colpi di culo che il destino mi ha regalato, ma anche di jolly nei mazzi di carte ce ne sono solamente due ed i conti non tornano. Vorrei riuscire a vedermi dall’esterno per capire ma son troppo preso a scavare dentro di me.

È piuttosto noioso vedersi così mentre gli altri vedono una persona molto diversa, potrei osare il termine “brillante” ma solo pensarlo abbinato a me mi viene da ridere. Se non penso leggo (o dormo, o altre cose) ed a quanto pare non sono l’unico che ha queste “pippe mentali” preinstallate in quel chilo o poco più di massa grigia. L’ho scoperto leggendo un libro, dopo averne provati decine o forse più. Leggevo il libro e continuavo a dire, hey, ma questo sono proprio io! È la storia di me e del mio criceto! Un po’ mi ha sollevato il morale, un po’ mi ha fatto realizzare che forse ci sono cose che è impossibile cambiare e che è più importante accettarsi invece di cercare di cambiare a tutti i costi. C’è un forse di troppo nella frase.

Se fossi nato zebra a pois, di diventare a strisce non ci sarebbe modo. Sarebbe poi un vero problema?