Giusto ieri parlavo di un libro di cui ricordavo pochissime cose, non il titolo, non l’autore, ricordavo solo che era di fantascienza, che c’era una gemma colorata sulla fronte delle persone che poteva illuminarsi di colori diversi a seconda delle emozioni e del coinvolgimento sessuale provato con la persona che il protagonista si trovata di fronte.

Niente, Google con questi indizi non c’è riuscito. Sfida impossibile. Ormai pensavo di non avere chance di capire quale libro avessi in testa, però son zucca dura ed ho detto ci provo.

Chiacchierando con mio fratello gliel’ho buttata lì, conosci mica questo libro? Sapendo che lui non l’avesse letto e che non è un profondo cultore del genere. Mi dice (scrive) tranquillo, chiedo e lo troviamo (massa dai il solito esagerato).

Dieci minuti dopo torna con una risposta, un autore ed un titolo. Plausibili, molto plausibili. Ma figuriamoci se ce l’ho a casa, non cantiamo ancora vittoria.

Arrivo a casa e la prima cosa che faccio è cercarlo, la sezione della libreria in cui cercare adesso mi era chiara. Ci ho messo dieci secondi ed il libro era lì, con mia incredibile sorpresa!

Un tentativo ed un successo, adesso mi toccherà chiamarlo Fratello-Google!!!

Il libro, per chi è curioso, è “La lampada dell’amore” di Brian W. Aldiss. Se vi capita tra le mani merita la lettura, letto vent’anni fa e mi è tornato in mente ieri, qualcosa evidentemente mi ha trasmesso.

Grazie!