Non “aggiungi un posto a tavola” ma mettine uno, uno solo. Stasera ero a mangiare una pizza, avevo bisogno di coccole e sono andato a mangiarmi la mia pizza preferita in città, da me il lunedì e tutto chiuso e quindi niente coccole.

Ero lì che guardavo com’era arredato il locale, ricavato in una struttura industriale e con arredamento decisamente kitsch tra lampadari in vetro e grossi pomodori messi sulle pareti e mi è venuto in mente che se qualcuno, in quel momento, mi avesse chiesto cosa stessi facendo la mia risposta avrebbe potuto sembrare malinconica.

«Sono in pizzeria a mangiarmi una bella pizza acciughe e capperi e poi continuo con il mio dolce preferito, tarte tatin con gelato.»

«E la compagnia com’è?»

«Beh, sono da solo.»

«Ma come, sei a mangiare fuori da solo?»

Si, mi capita spesso, penso sia una delle cose che le persone trovino più difficile fare. Entrare in un ristorante e mangiare da soli. Io non ci vedo nulla di strano, ho fame, voglio togliermi uno sfizio e non ho nessuno con cui farlo. Ci vado lo stesso. Forse è un approccio un po’ pragmatico ma funziona. La pizza era ottima, il dolce meglio ancora ed io mi son risolto una serata dopo un’intensa giornata di lavoro ed un weekend chiuso in casa. Cene, cinema, vacanze, me li godo anche da solo.

Ovviamente per tenermi un po’ di compagnia ho approfittato del cellulare, due notizie ghiotte oggi. Le elezioni presidenziali in Russia, dove incredibilmente ha vinto di nuovo Putin (non ho indagato ma penso non ci fosse nessun altro candidato) ed un incredibile crollo in borsa di Facebook che mi ha incuriosito di più.

Pare che sia emerso che un azienda in particolare raccoglieva informazioni sugli utenti dai profili e dai profili degli amici e che poi le abbia vendute (qui emerge il problema visto che è contrario alla licenza d’uso di faccialibro) ad un’azienda di profilazione e che i dati risultanti siano stati usati per pilotare elezioni o scelte fondamentali come l’uscita del Regno Unito dall’Europa1. A parte il crollo delle azioni o le balle che ognuno di quelli coinvolti tirerà fuori ci sono alcune cose che mi hanno colpito:

  • Pensavamo fosse tutto finito dopo lo scandalo di Snowden2, quando enti governativi raccoglievano informazioni sui privati cittadini. Pensavamo che il problema fosse la Cina (ma non solo) che controlla cosa si possa o non possa fare sulla rete e chissà quali informazioni raccoglie. Non ci siamo resi conto invece che continuiamo a fornire informazioni, che sembrano “minime” ma che raccolte in grandi quantità ed analizzate possono essere utilizzate contro di noi.
  • Lessi tempo fa che con tre (solamente tre) semplici like le aziende che fanno profilazione hanno già un’idea se la persona è etero od omosessuale. Tre semplici like e sei già stato messo in una categoria. Con il caso di oggi sembra che con settanta like (quello che magari facciamo in una settimana), possano creare un profilo psicologico completo ed inviare campagne molto mirate.
  • Continuiamo a creare tecnologia che viene poi usata contro di noi. Per raccogliere ed analizzare questa enorme quantità di dati non strutturati vengono usati quelli che vengono chiamati Big Data ed Analitycs, tecnicamente golosi come la panna montata ma a quanto pare poi restano indigesti.
  • Veniamo guidati nelle nostre scelte sempre più da influenze esterne di cui neanche ci accorgiamo.

Mi toccherà leggere 1984, qui si corre troppo ma forse qualcuno aveva già tentato di metterci in guardia.


  1. Per i curiosi c’è un bell’articolo de Il Post : https://www.ilpost.it/2018/03/19/facebook-cambridge-analytica/
  2. Per chi non conoscesse la storia consiglio la visione del film, Snowden, scritto e diretto da Oliver Stone. Il libro su cui è basato scende più nei dettagli ma l’ho trovato indigesto e  poco coinvolgente.