Stasera ero in pizzeria, frigo vuoto e pizzeria vicino a casa non mi hanno lasciato dubbi su come affrontare la cena. Al tavolo vicino a me una famiglia, genitori ed un ragazzo adolescente. Lui costantemente con il telefono davanti al viso. Loro no. Per rispondere ad una domanda vedo che il ragazzo fa vedere qualcosa sul cellulare ai genitori. Non prova neanche a descriverlo, glielo fa vedere con una foto. Più rapido e puntuale, ormai Google ci toglie le parole di bocca e ci fa parlare per immagini.

Quando l’equipaggio della missione Apollo 8 (era il ‘68 ed era la prima missione con esseri umani a bordo a volare intorno alla luna) ha iniziato a vedere cose che nessun altro aveva mai visto prima, ad esempio il nostro pianeta nella sua tonda interezza ed il nostro satellite preferito da vicino, hanno iniziato a scattare delle foto. Dal centro di controllo però è arrivata richiesta di raccontare a voce quello che vedevano, le foto non potranno mai raccontare da sole un evento così importante ed irripetibile. “Se potete, descrivete ogni cosa nei minimi particolari, al modo dei poeti.” è stato chiesto agli astronauti dalla Terra. Ognuno di loro ha espresso a parole quello che vedeva, parole con significati molto più ricchi di quelli che una pellicola da sola può contenere.

Il ragazzo voleva solo far vedere un taglio di capelli che gli sarebbe piaciuto farsi, non doveva certo descrivere per primo un mondo sconosciuto.

Quando sarà necessario, saremo ancora capaci di usare le parole?

Buonanotte.